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SEDE ESPOSITIVA DISATTIVATA
27 settembre 2008 ore 18 Mostra di POESIA VISIVA Relazione sul tema dell’iniziativa a cura del prof. Eugenio Giannì.
OPERE ESPOSTE
eugenio
giannì, mirella bentivoglio, luciano caruso carlo marcello
conti, marcello diotallevi
luc fierens, kiki franceschi, giannini
di lieto umberto raponi, fulgor silvi, franco verdi
CURATORE: Eugenio Giannì - Allestimenti: Pietro Archis - La mostra sarà ancora visitabile dal 27.09 al 08.10 2008 dalle e 17 alle 19 - Ore 19 Videoproiezione della performance di Nicola Frangione e video-poesia sonora - Foto dell'esposizione 1- 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8
RASSEGNA STAMPA 1
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Riproposizione dal 20 novembre al 4 dicembre (orario:16.30-17.30) dell' 8° edizione della Annuale di Grafica Internazionale Agello Arte presso lo Spazio Espositivo “ACP” dell' Associazione Arte Cultura Casa della Peasa di Bolzano sita via Boccaccio 42 a Perugia.L’iniziativa intitolata TRAS-formazione - Alchimia del segno e curata da Eugenio Giannì docente di “Estetologia” presso lo Studio Paolino Internazionale della Comunicazione Sociale (SPICS) di Roma e l’Università Pontificia di Roma.
Artisti espositori per il 2008: Maja Baranowska, Maria Pina Bentivenga, Małgorzata Chomicz, Patrizia Cincinelli, Patrizio Di Sciullo e Raffaele Romano
Qualche cenno sulla mostra.
Il mistero del segno tracciato sul supporto non entusiasma solo gli artisti ma il genere umano. A nessuno è sfuggita la meraviglia del bambino quando per la prima volta si accorge che lo strano “strumento” nelle sue mani lascia dietro di sé una traccia inimmaginabile; e più si accanisce a muovere il braccio, più il segno diventa rilevante, sino a farsi compatto, massiccio: un segno carico di mistero, capace di riprodurre l’impercepibile essenza dell’idea. La grafica, quella che richiede per necessità la partecipazione “alchemica” dell’acido (acquaforte, acquatinta, ecc.), spesso offre una sola possibilità di uscita. E’ tale mistero che guida l’artista alla conoscenza della materia, al suo segreto potere di alterazione che fa dell’idea un’immagine visiva, percepibile e rivelatrice di un celato messaggio. Nasce da tale tras-figurazione la pratica operativa, che nella visione alchemica è l’oro, la pietra filosofale, ma che nell’arte è un potere che compete alla materia e alla capacità manipolativa dell’artista. Si viene a creare in questo modo una stretta simbiosi tra la conoscenza della tecnica (la scienza dell’arte) e l’alchimia quale avventura di un percorso che conduce all’opera. Anzi, l’alchimia si potrebbe definire come il paradigma dell’attività artistica. Non a caso l’alchimista è considerato un artista, un manipolatore della materia come della parola; un poeta che aspira a congiungersi col Tutto.Artisti come Dürer e Rembrandt hanno compreso che scopo dell’arte non è solo di tipo mentale ma anche didattico, poiché motiva e rende fruibile il risultato dell’operazione. E come l’amore è la via maestra che porta alla conoscenza, così l’arte è il percorso che mira a rimuovere il male per giungere al bello. Amore e arte, perciò, non rappresentano una dualità ma un percorso parallelo.
Foto dell' Esposizione 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8
Rassegna stampa 1
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